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COS’È LA CDRF

COS’È LA CDRF

Ultimo aggiornamento 87 giorni fa da parte di fulvio2011

La "comunità di ricerca" è un concetto complesso. Per descriverla compiutamente si debbono
identificare una vasta pluralità di elementi, che sono connessi tra loro in così tanti modi, da far si
che risulta quasi impossibile afferrarne la natura e comprenderla nel suo complesso (Sharp, 1992,
passim). L’opera che si svolge in una CdR è un processo senza fine di costruzione, decostruzione,
revisione, riesame, e ricostruzione. Proprio per questo è molto difficile comprendere cosa sia la
CdR solo sulla base di discorsi, non importa quanto buoni.
La cdr è una realtà che può essere compresa adeguatamente solo in base ad una esperienza
diretta e personale. Nella sua comprensione è infatti determinante anche una cognizione connessa
al sentire che difficilmente può passare attraverso una definizione. Sembra quindi che la questione
del definire cos’è CdR sia qualcosa di estenuante. Non rinunciamo però a cercare di indicarne i
tratti essenziali con l’intento di fornire una concezione minimale capace di essere in qualche modo
compresa.
La cdr rappresenta un modello di comunicazione circolare, pensato in origine (ad es. da Lipman)
per la trasformazione del gruppo-classe in una comunità. Ma essa può valere in qualsiasi altro
contesto di gruppo.
È una pratica efficace sia per l’educazione intellettuale che per la formazione morale. Infatti una
cdr opera sia sul piano della ricerca, scoperta e co-costruzione intersoggettiva dei saperi (secondo
i più aggiornati indirizzi delle scienze cognitive) sia sul piano della educazione a relazioni di
compartecipazione, cooperazione e corresponsabilità. Il dialogo, in molte delle sue forme e
tipologie, caratterizza la "comunità di ricerca". Il principio della comunità non è né la dipendenza né
l’autonomia, ma l’interindipendenza.
La ricerca di una definizione minimale (come suggerito già da Cevallos-Estarellas e Sigurðardóttir,
2000) ci permette di non rimanere solo in questa prospettiva ideale e quindi sfuggente. Tale
concezione minimale serve allo scopo di fornire degli indicatori validi anche operativamente, come
criterio e orientamento.